• Cristina Speggiorin

L'importanza di un obiettivo

Avere degli obiettivi ci fa sentire vivi e determina lo scopo delle nostre azioni. Determinare un obiettivo sul quale lavorare con un cliente è anche una delle azioni principali che il coach deve fare nei primi colloqui. Un coach sa come deve essere formulato un obiettivo ma oggi vogliamo concentrarci su un aspetto troppe volte sottovalutato.


Filippo Tortu è stato il primo atleta a battere il record di Mennea sui 100 mt e a scendere sotto il tetto dei 10". Subito dopo la sua impresa che risale a qualche anno fa, Tortu alla domanda del giornalista che gli chiedeva se il record era uno dei suoi obiettivi e se se lo aspettava ha risposto: "Sapevo che avrei potuto farlo ma fino a che non lo raggiungi non è un obiettivo, rimane un sogno, un desiderio".

Questa risposta di Tortu ci fa riflettere sull'importanza di sapere che cos'è un obiettivo. Sappiamo qual è l'esatta definizione? Sappiamo distinguerlo da un'aspettativa o da un desiderio?

L'aspettativa è l'attesa per la ri-uscita di qualcosa. È la proiezione di un progetto, di una speranza. Deriva dal latino exspectare, aspettare. Non è certezza; né una pretesa di certezza, ma fede di conoscenza di come va il mondo. In sociologia e psicologia, è "la previsione ragionevolmente realistica dell'individuo circa la condotta degli altri membri della società in un contesto di incertezza".

Anche il sogno, inteso come sinonimo di desiderio e non come fenomeno psichico legato al sonno, è strettamente collegato al concetto di speranza e desiderio. Nel sogno, gli elementi concreti spariscono per lasciare spazio alla fantasia, dove tutto diventa possibile.

L'obiettivo è decisamente qualcosa di diverso: è legato alla concretezza e raggiungibilità. In tutti i manuali di auto-apprendimento, che popolano gli scaffali delle librerie, l'obiettivo è definito SMART: specifico, misurabile, raggiungibile (achievable), realistico e temporizzato (deve essere determinato un tempo esatto per il suo raggiungimento). Oltre a queste ci sono altre caratteristiche che l'obiettivo deve avere. Oltre che SMART, l'obiettivo deve avere RITMO, ossia deve essere:

» Realistico: che permetta opportunità di successo

» Ispiratore: stimolante, che consideri sfide di crescita

» Tempo determinato: che specifichi un tempo limite per il suo raggiungimento

» Misurabile: che includa il criterio per determinare se è stato raggiunto

» Opportunità: definito in termini positivi


Un coach tutto questo lo sa molto bene. Ma come dicevamo, oggi ci vogliamo occupare anche di altri aspetti relativi all'obiettivo. Più precisamente: la responsabilità e l'ecologia dell'obiettivo stesso. La responsabilità è una delle cose a cui far riferimento durante la determinazione dell'obiettivo che a volte però può sfuggire se non sufficientemente attenti. L'obiettivo deve essere completamente sotto la responsabilità dell'individuo. Spieghiamolo meglio con un esempio: se in un colloquio di coaching il cliente ci dice che è venuto da noi per migliorare la relazione con il suo capo e alla domanda "che cosa vuole ottenere alla fine di questi incontri?" la risposta è "voglio che il mio capo cambi atteggiamento nei miei confronti", questo non è un obiettivo sotto la responsabilità del cliente! Potrebbe essere un desiderio o un'aspettativa, non certo un obiettivo. L'obiettivo coinvolge in prima persona ed esclusivamente l'individuo che lo ha determinato. Per condurre efficacemente un percorso di coaching è necessario stabilire correttamente l'obiettivo sul quale supportare e accompagnare il cliente.

La seconda caratteristica, che è più insidiosa della prima, è la cosiddetta ecologia dell'obiettivo. Questo deve essere caratterizzato da una sostenibilità da parte del cliente. Nella motivazione e nella determinazione di voler ottenere un determinato risultato, il cliente può perdere di vista le conseguenze dello stesso e fermarsi al suo raggiungimento. Molte volte, infatti, non ci si spinge a considerare le ricadute nel proprio sistema al raggiungimento dell'obiettivo. Facciamo un esempio? Una nostra cliente ci chiede un supporto per aiutarla a mantenere la dieta: vuole perdere peso e continuare a fare esercizio fisico. Non ci occuperemo ovviamente della dieta (che spetta al nutrizionista o ad un medico) e nemmeno ai suoi esercizi fisici (per quelli ci sono i personal trainer) ma, lo sappiamo, al suo atteggiamento mentale, alle sue eventuali resistenze. Ma...la cliente ha la consapevolezza che, dimagrendo, il suo viso potrebbe perdere in tonicità o risultare troppo scavato per esempio? Ha considerato questi aspetti ed è in grado di gestire la visione del suo nuovo aspetto? E' sostenibile per lei? L'argomento è decisamente importante e le risposte che raccogliamo ci fanno capire se dobbiamo lavorare su altri fronti.


E voi? Come stabilite i vostri obiettivi? E quelli del cliente? Considerate tutti questi aspetti?

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