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Le emozioni: oltre ad essere intelligenti ci rendono agili

Che le emozioni sono intelligenti ormai lo sappiamo da tempo...ma sapete che ci possono rendere anche agili e quindi portati all'innovazione e al cambiamento? E le aziende oggi hanno bisogno di agilità.


Sull'Intelligenza Emotiva ormai sappiamo tutto. Da quando Daniel Goleman ha pubblicato il suo Intelligenza Emotiva. Che cos'è e perché può renderci felici, tutti parlano di questa grande capacità. Molto si è scritto e molti esperti poi si sono dedicati ad una sua maggiore diffusione: si parla di empatia, di abilità sociali, di leadership emotiva e di...emozioni. Ecco le emozioni. Quanto importanti sono nella nostra vita e nel nostro lavoro? Ricoprono un'importanza fondamentale, sono la nostra bussola e...sì sono intelligenti.

Anche recenti ricerche e sondaggi testimoniano che dal 2020 le skills più ambite dalle aziende e più importanti saranno quelle soft: la creatività, il problem solving, la leadership, la comunicazione empatica, la flessibilità e la capacità di cambiare. Tutte skills che si raggiungono grazie allo sviluppo di un'Intelligenza Emotiva. Il modello di Daniel Goleman inoltre parla di 4 aree chiave: l'autoconsapevolezza, la consapevolezza degli altri, la gestione di sé e le abilità sociali. Il primo passo da compiere è la consapevolezza di sé che passa attraverso l'identificazione delle emozioni che stiamo provando. Ma sappiamo che cosa sono le emozioni e dove nascono? Sono delle risposte a degli stimoli esterni che agiscono su 3 diversi piani: fisiologico, comportamentale e cognitivo.

Supponiamo di essere da soli in casa: è sera e non aspettiamo nessuno. Ad un certo punto sentiamo un rumore, una porta che sbatte e proviamo... paura. Cosa succede? Il battito cardiaco può accelerare, tratteniamo il fiato e ci immobiliziamo e ci mettiamo in ascolto. E' entrato qualcuno? Abbiamo lasciato una finestra aperta? E altri pensieri iniziano ad affollare la nostra mente... Dove è nata la paura? Chi ha fatto partire lo stimolo? L'amigdala presente nella parte limbica del nostro cervello, la nostra memoria emozionale. E' la nostra centralina di emergenza: avverte il pericolo prima di tutto il resto e invia segnali a tutto il corpo, al talamo e alla nostra corteccia pre-frontale. Perché diciamo tutto questo? Perché dobbiamo imparare a identificare le nostre emozioni e ciò che provocano dentro di noi e comprendere il messaggio che ci stanno inviando. Se provo paura dopo un rumore sentito è perché percepisco un pericolo. E se provo paura di fronte ad una scelta o situazione diversa? Cosa mi vuole dire la paura? Quale tipo di pericolo sto avvertendo? Sì, perché le emozioni sono intelligenti e ci parlano, ci dicono qualcosa di noi.

Questo è il primo passo verso l'autoconsapevolezza e la consapevolezza degli altri: riconoscere le emozioni, dare loro un nome e una "spiegazione".

Ma esistono emozioni positive e negative? La prima risposta che siamo portati a dare è: sì. E seguirebbe anche una categorizzazione: rabbia, paura e tristezza (per rimanere tra le emozioni primarie) sono decisamente negative; gioia invece è un'emozione positiva. Ma è veramente così? Susan David, psicologa sudafricana autrice del saggio L'agilità emotiva, sostiene di no. Dire che le emozioni sono buone o cattive ci rende rigidi e resistenti al cambiamento. E ha studiato un processo semplice ma profondo per renderci agili. Curiosi di scoprirlo? Abbiamo messo a punto diversi corsi e percorsi. Chiamaci per scoprirli tutti!

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