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Lo stipendio emotivo: che cos'è e perché è importante.

Recentemente nelle riviste dedicate agli Hr Manager si leggono spesso articoli dedicati al benessere e alla felicità dei dipendenti. Fenomeno destinato a crescere e ad avere sempre più importanza.

Dopo esserci occupati dei cambiamenti del mercato del lavoro e delle tipologie di lavoratori emergenti, oggi vogliamo parlare di un aspetto decisamente importante: lo stipendio emotivo. Sì, forse avrete sgranato gli occhi in un'espressione stupita e interrogativa: ma che cosa si stanno inventando adesso? Dopo l'intelligenza emotiva anche lo stipendio è emotivo? Ebbene sì! Ma che cos'è esattamente? E perché è così importante? Ecco alcune risposte.

Innanzitutto vi sarete accorti di come tutti gli studi e le analisi riguardanti la gestione delle risorse umane siano, negli ultimi tempi, centrati su un concetto fondamentale: il benessere degli stessi dipendenti. Concetto ampio che abbraccia più campi e più strumenti ma che sembra essere diventato l'arma vincente per gestire efficacemente un'azienda, trattenere i talenti, coltivare l'employee branding e continuare ad essere competitivi. Molti sono gli strumenti che le aziende hanno a disposizione: le misure di welfare, gli strumenti per la conciliazione tempi lavoro/famiglia, le soft skills che dal 2020 saranno le più ricercate nei profili dei lavoratori, lo smart working, il manager della felicità (il cui ruolo verrà sviscerato in un altro post) e ...lo stipendio emotivo.

Già, oltre allo stipendio economico che ogni dipendente ha, oggi è necessario calcolare, e offrire, anche uno stipendio emotivo.

Steven Poelmans, professore di Neuroscienza e Leadership strategica presso la Antwerp Management School belga, sostiene che “lo stipendio emotivo è l’insieme di retribuzione non monetaria che il lavoratore riceve dall’impresa per cui lavora e che integra il normale stipendio con formule creative, che si adattano alle necessità dei lavoratori di oggi”.

Uno strumento quindi che serve a motivare i dipendenti e che va oltre il mero dato numerico.

Varie sono le forme che può assumere lo stipendio emotivo che rimane uno strumento estremamente flessibile in mano alle imprese e ai datori di lavoro. Eh sì, perché in un mondo sempre più digitale, sempre più connesso, paradossalmente fa capolino il desiderio di relazioni più umane, di benessere generale, di coinvolgimento e di ricerca della felicità che non può essere data solo dal denaro. Ecco quindi che il pacchetto può essere veramente attrattivo con poca spesa.

Creare un buon ambiente di lavoro: i team diventano veramente efficaci e i lavoratori si sentono a proprio agio. Alcuni strumenti? Lo sportello counseling (gestito da psicologi o da counselor), per esempio, a disposizione del lavoratore cui rivolgersi per parlare liberamente di relazioni interpersonali, difficoltà che si possono incontrare nell'attività lavorativa e ottenere strumenti per poterli risolvere. Con un confronto, senza giudizio e in serenità. Del resto il lavoro occupa più di un terzo della nostra giornata ed è bene che il tempo che si passa in azienda, trascorra nel modo più sereno e costruttivo possibile.

Puntare sullo sviluppo personale e professionale: la formazione dei dipendenti, la loro crescita e il loro miglioramento professionale sono fondamentali per garantire l'eccellenza nella performance. Certo non si tratta di fare una formazione perché "è di moda" , perché è finanziata o ancora perché è obbligatoria. Spesse volte incontriamo datori di lavoro e manager che dopo la formazione affermano che "non è cambiato niente" o, peggio, che "abbiamo investito e le persone sono andate da un'altra parte". La formazione fa parte di un processo di sviluppo che deve continuare anche al di fuori dell'aula e che deve essere supportata dall'azienda. Il lavoratore formato, che ha acquisito nuove competenze e nuova consapevolezza, se non riesce ad esprimersi all'interno della propria organizzazione è logico che cerchi ambienti più favorevoli. A dimostrazione che la formazione funziona...ma è necessario crederci. Se si offre al lavoratore la possibilità di crescere all’interno dell’azienda, tutto ciò avrà senz’altro una ripercussione positiva.

Rendere compatibile la vita privata: offrire giorni liberi per fare visite mediche o per presiedere a eventi personali, così come orari di lavoro flessibili oppure la possibilità di lavorare da casa una volta a settimana sono alcune idee che funzionano bene e che rendono più produttivo il lavoratore. Certo, è necessario superare il vecchio concetto della quantità (ore lavorate, presenza sul posto di lavoro, esigenza di controllo) ma i risultati sono decisamente migliori.

Avere voce in capitolo nelle decisioni aziendali: i dipendenti sono una parte fondamentale di un'organizzazione. Sono impegnati quotidianamente sull'operatività e si scontrano con le difficoltà che strategie, modelli organizzativi e processi a volte possono non vedere o mascherare. Ascoltarli, dare loro la possibilità di esprimere la propria opinione e suggerire possibili soluzioni rappresenta un tipo di stipendio emotivo molto importante. Il contributo è enorme: si possono trovare soluzioni inaspettate con un piccolo dispendio di tempo e decisamente "tailor made".

Come si vede il tutto è improntato sulla flessibilità. Caratteristica quest'ultima che viene spesso richiesta dai datori di lavoro e dagli Hr Manager alle risorse umane: forse è arrivato il momento di concederla oltre che di pretenderla. E i risultati arriveranno.

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