• Cristina Speggiorin

YOLO: mollo tutto e me ne vado!

Gli ultimi due anni hanno scombussolato schemi, piani, programmi di ognuno di noi. Fanno capolino nuovi "fenomeni" e tendenze che forse non sono solo causati dal periodo di emergenza che siamo vivendo, ma sono stati semplicemente accelerati e le cause sono da ricercare in altro. Uno tra tutti, la YOLO economy. La conoscete? Studiamola da vicino...

YOLO, You Only Live Once, letteralmente “si vive una volta sola” ed è l’acronimo cantato dal rapper Drake. Che c'entra un rapper in un contesto come il nostro? C'entra eccome. Yolo è diventato un fenomeno molto frequente che ha impatti notevoli nell'economia, nella vita privata delle persone e nelle aziende. Da una canzone alla realtà. E' ciò che sta succedendo nell'ultimo periodo: persone di qualsiasi età (anche se il fenomeno è soprattutto diffuso tra giovani e donne della generazione X e Millennials) sono sempre più spinte ad abbandonare il posto fisso per gettarsi a capofitto nel lavoro dei propri sogni, senza alcuna certezza.

Il New York Times ha recentemente pubblicato in risultati di un sondaggio che ha messo in luce dati interessanti (e forse anche un po' allarmanti). Il 46% dei millennials intervistati vive il lavoro come fonte primaria di stress. Il 23% dichiara di non sentirsi più in grado di fare il lavoro che faceva pre-pandemia, esprimendo la necessità di cambiarlo, senza sapere esattamente cosa fare. In pratica 1 persona su 2, vive il lavoro come area negativa della sua vita, 1 su 4 vuole cambiare mansione o azienda, pur in assenza di idee chiare sul futuro. Il 21% delle persone dichiara di voler cambiare lavoro entro i prossimi 12 mesi, percentuale che sale al 30% tra coloro che sono stati colpitidal Covid-19.

Come leggere questi dati?

Ciò che salta all'occhio è che quello che si paventava già da un po' sta diventando una realtà: il lavoro sta passando in secondo piano anche di fronte a possibili problemi economici. Il guadagno, lo stipendio non è più così rilevante o perlomeno non è tra le priorità se inficia sul benessere personale. Certo, si era già registrata questa contro-tendenza nei Millennials, da tempo oggetto di studio, ma ciò che colpisce è che il fenomeno della YOLO colpisce anche la generazione X (la fascia che va dai 40 ai 50 anni) e le donne. Non c'è età che tenga, non c'è difficoltà che blocchi: se non sono contento, se non sto bene, se sono stressato...beh, lascio e poi ci penso.

Potrebbe sembrare una mancanza di resilienza, o una reazione da parte di ragazzini viziati (vi ricordate il pessimo "bamboccioni" con cui si rivolgeva ai giovani l'allora ministro dell'Economia Padoa-Schioppa?) che vogliono una strada spianata e che non sono disposti a faticare. Ma siamo sicuri che sia veramente così? E se cambiassimo lo sguardo? Se indossassimo lenti diverse? Vogliamo provarci?

Ecco, le lenti nuove potrebbero evidenziare che non è mancanza di resilienza da parte dei giovani, ma che le priorità sono cambiate. E' cambiato il mondo, è cambiata l'ideologia che la guida. Perché predicare alla sostenibilità, all'ecologia (non solo dell'ambiente), all'introspezione, alla felicità interiore, ai valori importanti se poi, quando li si inseguono, allora si è tacciati di essere viziati? Perché sbandierare ai quattro venti la necessità di flessibilità, il dogma "il posto fisso non esiste più", se poi quando la si applica, la flessibilità viene scambiata per fragilità, incapacità di "tenere qualcosa"? Non vi sembra un non-sense?

E che dire delle donne che faticano ancora nel 2021 a fare carriera, che continuano ad essere penalizzate perché hanno figli, che continuano a non essere sostenute e che poi decidono di mollare tutto e iniziare a lavorare per se stesse? (L'imprenditoria femminile sta regalando delle vere e proprie ricchezze e iniziative).

E se arrivo ai 50 anni e comprendo che posso vivere con meno ma più contento, con un lavoro che mi soddisfa e mi libero dei vecchi schemi che mi vogliono uomo o donna di successo...misurato con ciò che entra nel portafoglio? Per questo sono libero e non fallito...

Abbiamo creato noi queste tendenze, il Covid-19 ha solo accelerato le cose, ha offerto quel coraggio che forse ancora mancava.

Le ripercussioni?

Le aziende rischiano di morire non di Covid-19 ma di Yolo Economy. E' necessario correre ai ripari. Subito. I talenti scappano e si esprimono altrove. Come? Mettendo veramente la persona al centro, non facendone solo uno slogan da dipingere sui muri dell'ufficio, facendone veramente la vision aziendale.

Il benessere al centro, insomma, ha ricadute positive anche sulla produttività: «Nell’ultimo anno, nessun settore ha subito una trasformazione più rapida del modo in cui lavoriamo - ha detto il CEO di Microsoft, Satya Nadella - Le aspettative dei dipendenti stanno cambiando e dovremo definire la produttività in modo molto più ampio, includendo collaborazione, formazione e benessere per guidare l’avanzamento di carriera di ogni lavoratore, compresi i neolaureati”.

Un lavoro oggi deve:

- avere un luogo meno tradizionale

- essere in linea con le proprie attitudini

- offrire tempo per dedicarsi alle proprie passioni.

- dare orari flessibili

Se le aziende non capiranno questo...sarà YOLO anche per loro. Avranno vissuto una volta sola...e moriranno.

E voi cosa ne pensate? Come pensate di gestire questa parte in azienda? Quali sono le azioni (formazione, cultura, coaching...) che avete intenzione di portare nel 2022? Siamo curiosi! E se invece siete a corto di idee...non preoccupatevi! Noi abbiamo progettato tante cose belle per l'anno nuovo, utili ed efficaci anche con personaggi di spicco. Seguiteci!




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