• Cristina Speggiorin

Oh quanto c'ho da fare!

Aggiornamento: 11 apr

Tempo libero? Questo sconosciuto... E ci si vanta pure di non avere tempo. Ma tempo per cosa? Tutto! E' il busy bragging, una nuova tendenza.



Il busy bragging è la nuova tendenza, soprattutto tra le persone che frequentano i social ed è in forte aumento negli ultimi anni.

Un aperitivo? No, guarda sono in call fino alle 19.

Fissiamo un appuntamento (di lavoro)? Prima di 3 settimane non posso dare nessuna disponibilità.

Insomma...vantarsi di avere l'agenda piena di cose da fare sta diventando uno status. Se non hai niente da fare o hai del tempo libero...beh, o non lavori o sei fortunata o...non fai niente!

Semplice no? Le mezze misure non esistono.

Ma siamo sicuri che sia un vantaggio o un vanto?


Il busy bragging è uno status.

Essere richiesti, è questo che sottende il busy bragging. Mentre tempo fa, avere del tempo libero dal lavoro significava avere un trattamento di lusso, oggi, più sei impegnato meglio è. Perché? Perché l'impegno, l'essere richiesti valorizza la nostra individualità. Se tutti mi vogliono, se sono indispensabile, se solo io posso fare la riunione, l'appuntamento, il progetto...beh, vuol dire che valgo no?

E di conseguenza me ne posso vantare. Soprattutto sui social dove pubblico tutte le mie attività, i miei mille impegni e tutti i complimenti ricevuti. E la forma, fisica e psicologica? Impeccabile ovviamente.

Se sono libero non valgo, se sono sempre impegnato sono veramente cool.


Parti invertite

Del resto anche nelle nostre aziende si tende a premiare la quantità piuttosto che la qualità. Se rimango in ufficio fino alle 20 perché ho un sacco di lavoro da fare, sicuramente sono un lavoratore migliore di chi alle 18 appoggia la penna sulla scrivania e se ne va...magari per un aperitivo. Paradossalmente se lavoro tanto invece di sembrare poco organizzato, poco in grado di stabilire le priorità o semplicemente di portare a termine i compiti nell'orario lavorativo, risulto un lavoratore encomiabile, con un forte senso di appartenenza aziendale, uno su cui puntare.

Assurdo, non trovate?


Lo studio di Ericsson

Nel 1993 Ericsson condusse un esperimento a Berlino: studiò un gruppo di musicisti e le loro abitudini e constatò che i più capaci erano quelli che si esercitavano per non più di novanta minuti consecutivi e che tra una sessione e l’altra beneficiavano di tempo libero per riposare e riacquistare energia.

E' provato scientificamente che tutti abbiamo bisogno di momenti di pausa per mantenere alta l'efficienza e la creatività.


Il potere della "ricarica"

Quindi per quanto sembra impossibile e controintuitivo è bene fermarsi e ricaricarsi. Dedicare spazio e tempo all'ozio non solo è rigenerante per il nostro fisico ma anche per il nostro benessere psicologico.

L'eccesso di impegno è difficile da smarcare: infatti liberarsi delle cose da fare (anche quelle meno urgenti o meno importanti) rilascia dopamina incrementando la nostra felicità momentanea.

E' anche vero però che se non si riposa, si accumula stress e si va fuori fuoco.


I 5 trucchi per coltivare un sano ozio

Bando quindi agli status, ai sensi di colpa e ai vanti e via all'ozio! Il burnout è dietro l'angolo e il busy bragging è il suo miglior alleato. L'ozio non è vergogna è benessere; non è peccato, è sollievo. Come coltivare un ozio sano?

  1. Dormire 7/8 ore al giorno. Dormire la giusta quantità di ore ci permetterà di essere risposati e pronti per affrontare la giornata senza ansia. Saremo più focalizzati e quindi più efficienti

  2. Lavorare 40 ore settimanali tralasciando straordinari e urgenze

  3. Vedere regolarmente gli amici

  4. Prendere regolarmente delle pause e delle vacanze

  5. Fare un bagno caldo, dedicarsi alla visione di una serie tv (perché no? Ogni tanto ci sta), meditare, fare una passeggiata immersi nella natura e nel silenzio



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