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  • Immagine del redattoreCristina Speggiorin

Io sono capace: l'autoefficacia e la sua importanza

Quanto è importante sentirsi capaci? Noi crediamo moltissimo. Stiamo parlando di autoefficacia: prendendo spunto dagli studi di Albert Bandura andiamo alla scoperta di quanto sia importante avere fiducia in se stessi...soprattutto al lavoro


Al lavoro vi sentite sempre sicuri di voi e in grado di superare ogni sfida?

Oppure tentennate, siete sempre incerti e dubitate di voi?

Potrebbe dipendere dalla vostra autoefficacia.

Ne avete mai sentito parlare? E' un costrutto di cui parla Albert Badura, psicologo canadese, nella sua Teoria sociale cognitiva. L'autoefficacia, così come definita da Bandura, è la convinzione di avere capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per riprodurre determinati risultati.

Le nostre convinzioni quindi sono importanti e ci sostengono quando dobbiamo metterci alla prova. E il lavoro è una prova continua.

Ma come si costruisce l'autoefficacia?


Le 4 componenti dell'autoefficacia


L'autoefficacia si costruisce attraverso 4 fonti:


  1. La realizzazione di una performance: se abbiamo già raggiunto un obiettivo e abbiamo dimostrato il possesso di buone abilità, la nostra autoefficacia si consolida. Pensate a quando avete accettato un nuovo progetto al lavoro: siete partiti e ve la siete cavata. Poi ne sono venuti altri: vi state convincendo di essere bravi nella realizzazione di un progetto...giusto?

  2. Il confronto con gli altri: quando osserviamo gli altri mentre stanno svolgendo un'attività o una serie di attività, potremmo pensare di essere in grado di farlo anche noi. Osserviamo, valutiamo e confrontiamo le abilità agite degli altri con le nostre...e concludiamo che sì, lo possiamo fare anche noi. Questa fonte ha anche vedere con il modellamento: possiamo modellare le nostre capacità sugli altri

  3. I feedback positivi: le persone ci rinforzano con i loro feedback. Ci dimostrano che sappiamo fare le cose. Al lavoro i feedback positivi possono accrescere la percezione delle nostre abilità e quindi della nostra autoefficacia al lavoro.

  4. Le emozioni e gli stati fisiologici. Le emozioni sono molto importanti per una buon autoefficacia. Se sono emozioni positive ci possono sostenere nella realizzazione di una performance, se sono particolarmente negative possono addirittura farci fallire con buona pace della nostra autoefficacia. Un esempio? L'ansia. Se è quella sana, preparatoria che scarica un po' di adrenalina, è sicuramente una buona spinta ad agire, ma se è l'ansia fagocitante, che ci toglie il fiato, ci può addirittura paralizzare.


L'importanza dell'autoefficacia e come alimentarla sul lavoro


A questo punto avrete capito quanto sia importante coltivare l'autoefficacia anche al lavoro.

Sviluppare la propria autoefficacia ci fa sentire capaci, in grado di cogliere le sfide che il lavoro ci presenta e ci fa sentire anche meritevoli di ottenere qualche risultato.

Ma è possibile alimentarla? Certo! Vediamo come:

  • Non dobbiamo mai dimenticarci di riconoscerci competenze e capacità e laddove non siamo così pronti colmarle con formazione e studio;

  • Riduciamo l’autocritica: ok essere consapevoli delle nostre aree di miglioramento, ma non siamo troppo severi con noi stessi. L'autocritica va bene ma non quando è esagerata!

  • Accettare i complimenti e godere dei successi anche piccoli;

  • Porsi obiettivi semplici, raggiungibili, ben definiti: tutto ciò che ci può portare al successo ci farà stare bene. Partiamo quindi dalle cose semplici;

  • Amarsi un po' di più: praticare la gentilezza e farsi dei complimenti.


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